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Il quasi normale tempo passato insieme

Mi stupisco sempre di come si sia estranei, a volte, nei propri luoghi di origine mentre ci si senta estremamente familiari con luoghi più lontani e molto meno frequentati. Ma i luoghi sono solamente una cornice di quello che realmente conta e di cui vorrei parlare.

Qui si parla di amici.

Il tempo passato insieme, dopo non essersi visti per quasi sei mesi, è sempre incredibile.

Sembra che noi ci si metta in pausa e si riprenda esattamente dall’ultima risata fatta la volta precedente. Certo, con le varie chat, i vari social e le varie app, sentirsi è molto più semplice, ma noi non ci sentiamo spesso neppure attraverso quelle. Qualche chiacchierata, qualche incontro con quelli di noi più vicini, qualche risata, ma niente di eccessivo o di troppo frequente.

Invece, appena si entra di nuovo in contatto, si è come sempre affiatati, ci si aggiorna sulle ultime novità, si parla di progetti e dei grossi passi che stiamo tutti compiendo in questo periodo, si vedono video stupidi, si gioca alla Wii, si parla di politica e religione, si consigliano libri, fumetti, film e serie TV, si va dal Collezionista e si cerca di non spendere un capitale ogni volta, si aspetta con i bambini fuori dalla OVS, si va al giapponese a mangiare, si parla di informatica, di roba biologica, di rimedi contro la quotidianità, si va a dormire ad orari che la nostra età normalmente ci impedisce.

Siamo fantastici e lo so perché fa male andare via e perché si pensa subito, almeno per me, alla prossima volta in cui ci si vedrà.

L’idea viene resa bene dalla similitudine con un elastico. Ci si lega un elastico quando si è vicini per stare sicuri di non perdersi, quando ci si allontana l’elastico tira e fa male, vorrebbe essere riportato vicino all’altro capo. A lungo andare l’elastico si abitua a stare teso e noi ci si abitua alla sua tensione finendo per non farci più caso. Capita poi che ci si avvicini di nuovo. Mentre ci si avvicina si sente che l’elastico ti tira verso l’altro capo dapprima piano piano poi a tutta velocità fino a farci fare il botto, come ad ogni nostro incontro.

Non sono molto affettivo o affettuoso normalmente, ma con voi è facile diventarlo. E ve lo dico così, dedicandovi un piccolo articolo sul nostro sito comune.

Lo avrete già capito: parlo di voi, ovviamente.

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5 thoughts on “Il quasi normale tempo passato insieme”

  1. Cialva says:

    Il “parlo di voi, ovviamente” si riferisce all’apropos C e tachipirina. Vero?

    1. Lorenzo Medina says:

      Ovviamente! Hai centrato in pieno i protagonisti del mio pezzo (e io che lo scritto pensando anche a te che dicevi che ti piacciono i post più intimisti, cattivona)

      1. Cialva says:

        In realtà ho apprezzato tantissimo, ma non posso ammetterlo altrimenti svelerei di avere un cuore anche io.
        E questo non deve succedere.

  2. lele says:

    Ma questa e’ una meravigliosa foto del Pantheon di S. Alessio!!!
    Li riconosco tutti!

    In ordine da sinistra a destra, in alto: Pragmatismo e Tablet
    In ordine da sinistra a destra, in basso: Cashmere, Mestizia, Organizzazione e Disperazione

    Comunque, ed ho i testimoni, io l’avevo gia’ detto tempo addietro che se mai ci fossimo incrociati nella stessa stanza sarebbe stato un gran passo per l’umanita’. (pappapero)

    Grazie a tutti per le splendide giornate insieme e grazie per il bellissimo post, che si applica a questa occasione in particolare ma probabilmente condivisibile anche nell’accezione piu’ generale.

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